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...La ViTa E' uN cArNeVaLe...September 29 e come elettraC’è grande movimento per le strade, è festa, ma non è un giorno di festa qualsiasi: è il primo maggio, la festa dei lavoratori.
Il nostro protagonista, da buon proletario quale è, conosce bene l’importanza di questa giornata, per lui, come per molti altri suoi compagni questo è un giorno di lotta. Quella mattina si sveglia prima del solito, e già questo è di per sé un fatto piuttosto strano, visto che Morgan l’esatto contrario del buon mattiniero amante delle levatacce, avrebbe sicuramente preferito rimanere tutto il giorno nel letto a poltrire. Come d’abitudine, dopo essersi lavato e vestito con le prime cose trovate in quel caos generale che è il suo armadio, si avvicina, con passo felpato, alla porta; la strada verso l’uscita è però bloccata -azzarderei ostruita - da un grande cane bianco con una macchia nera sull’occhio sinistro, che sembra essere la fotocopia moderna del famoso Cerbero, il guardiano dell’Inferno. Si tratta, in realtà di Smog, il cuccioletto che qualche anno prima Morgan ha trovato abbandonato e infreddolito in uno scatolone. Apparentemente sembra cattivo, vista la sua stazza imponente, ma non appena ci si avvicina si ha l’assoluta conferma che non farebbe male neanche ad una mosca, quasi a testimonianza del fatto che sono i cani simili ai padroni o i padroni simili ai cani? Con un abile e atletico salto, Morgan oltrepassa il cane, si chiude scrupolosamente la porta dietro alle spalle ed è finalmente pronto per cominciare un’altra fantastica giornata. Scende le scale di corsa a tre gradini alla volta, rischia ripetutamente di rompersi l’osso del collo, ed esce raggiante ed incredibilmente illeso -dal portone di legno massiccio. Con passo svelto, fendendo l’aria frizzante del mattino, raggiunge la sua Ginger, la sua bellissima Vespa, una 50 special rosso fiammante, di cui va estremamente fiero. Finalmente arriva a destinazione e, mentre parcheggia Ginger, viene rapito da una fragranza antica, un odore di pane appena sfornato, difficile da sentire in una zona urbana e frenetica: si trova davanti alla più buona panetteria della città, il Due di Picche, una di quelle vecchie imprese familiari che fanno ancora il pane in casa, con ingredienti naturali e genuini. Il negozio è di proprietà di un vecchietto molto arzillo che si diverte a farsi chiamare Totò Sapore -chissà perché, continua a chiedersi Morgan- . Stamattina Totò ha aperto il negozio di buon ora, ignaro del fatto che oggi sia anche la sua festa, a volte bisogna fare dei sacrifici, gli pare di sentirlo borbottare, e visto che i prezzi sono nettamente aumentati, insomma neanche un compagno come lui riesce a sottrarsi alla spregiudicatezza del mercato . Dopo aver scostato dalla porta le tendine di perline multicolore, gli occhi color cioccolato di Morgan incontrano quelli blu mare di Totò: Totò è originario di un piccolo paesino arroccato sul mare e il colore dei suoi occhi, un intenso blu cobalto sono incorniciati da piccole, dolci rughe, riflette esattamente quel mare che Morgan sogna. Basta uno sguardo per capirsi, e dopo poco si vede uscire dal negozio il nostro eroe con un bel sacchetto di carta pieno di paste assortite, che mette al sicuro nella borsa a tracolla, e si dirige, trotterellando, verso una nuova meta. Mentre si gira una sigaretta di tabacco, arriva davanti ad una distesa di vasi di ogni forma e colore pieni di fiori bellissimi e dai profumi più disparati: è la soglia di un negozio, lo SnoWhite, come è scritto sulla bellissima insegna dipinta a mano con una calligrafia che pare quasi fatata. Esattamente in corrispondenza della porta del negozio si trova una bellissima ragazza: lunghissimi capelli biondi e occhi azzurri, un vero e proprio spirito angelico, la cui aurea divina è leggermente sfocata da un piercing sopra il sopracciglio destro. Si scambiano poche parole, lei si chiama Haidi, è una ragazza svedese che, scaduto il programma di Erasmus con cui era venuta in Italia, ha deciso di farsi una nuova vita qui e ha aperto un negozio di fiori. Anche lei oggi ha deciso di lasciare aperto il negozio, non a causa dell’inflazione e del governo ladro, semplicemente perché non ha ancora dimenticato completamente le sue tradizioni e la sua cultura. Dopo tutto questo giro Morgan è pronto a tornare a casa con il suo ricco bottino: Smog, non appena sente la chiave che gira nella toppa della porta, si desta di scatto e accoglie Morgan con calorose sleccazzate sui polpacci, e si mette su due zampe riuscendo quasi ad abbracciarlo. Appoggia sul tavolo le tre paste che Totò gli ha dato, le mette tutte tranne una, che tiene per sé e ripone gelosamente dentro la borsa. Vicino al piatto con la colazione, adagia un papavero e scarabocchia su un biglietto alcune frasi carine per la mamma che si deve ancora svegliare - la notte prima ha lavorato alla traduzione di un libro sino a tardi - come giusta ricompensa per tutte le cose belle che lei fa’ per lui. Per lui il primo maggio è un appuntamento da non perdere, aspetta tutto l’anno per festeggiare questo giorno, forse è anche più importante del suo compleanno. Qualche anno prima, sempre durante questa giornata un po’ speciale, Morgan stava accompagnando Smog a fare una passeggiata e contemporaneamente stava andando al corteo del primo maggio organizzato dal centro sociale che aveva cominciato a frequentare qualche mese prima, era come al solito in ritardo, con le cuffie dell’i-pod nelle orecchie, la musica a palla e la testa tra le nuvole. Mentre era nel mondo delle sue fantasie, andò a sbattere contro una ragazza che cominciò ad insultarlo perché le aveva fatto perdere il segno del libro che stava leggendo, ironia della sorte era uno dei suoi libri preferiti Due di Due -tutte coincidenze oppure è stata tutta opera del Fato?- . Dopo un po’ di scuse, cominciarono le presentazioni, lei una ragazza acqua e sapone, sempre sorridente, capelli lunghi e castani, occhi colore del caffè. Morgan venne subito colpito dalla forza e dalla solarità di quella ragazza così particolare, ma rimase soprattutto incantato dalla particolarità del suo nome, Elettra. Cinque minuti che parlavano davanti ad uno spritz, e già sembrava si conoscessero da sempre, avevano tantissime cose in comune e nemmeno lo immaginavano, da allora divennero inseparabili. L’appuntamento è proprio là, dove si incontrarono la prima volta, Elettra ha i soliti jeans stretti che le mettono bene in risalto le gambe, lunghe e snelle, modellate dagli anni trascorsi a giocare a pallavolo in modo agonistico, allstars nere vecchie e rattoppate alla ben e meglio, e una maglia nera con a lato un simbolo con sotto una scritta “io sono quello che desidero”. Nella mano destra tiene una Lucky Strike quasi finita, lo aspetta da circa cinque minuti, sempre il solito ritardatario pensa Elettra, ma la sua attenzione viene attratta dall’ormai noto suono del clacson di Ginger, lo riconoscerebbe sicuramente in mezzo al traffico. Morgan scende dalla vespa, raggiunge Elettra e le porge un sacchetto con dentro un bombolone alla crema ancora tiepido, lei sorride e lo ringrazia affettuosamente e quasi per magia tira fuori la mano sinistra che teneva nascosta dietro la schiena, e come un prestigiatore estrae un coniglio dal cilindro, lei gli porge un bel girasole giallo, giallo come il sole che si riflette sui suoi grossi occhiali. Dopo essersi scambiati questi doni così semplici e genuini, inforcano la mitica Ginger e partono verso il loro posto segreto; in poco tempo raggiungono la loro meta, la loro isola felice, la loro isola che non c’è. E’ un giardino lontano dal caos frenetico della città, si siedono all’ombra di un salice piangente, è un albero enorme e vecchissimo, i rami sono così forti da poter sostenere il peso di due persone, le radici escono fuori dal terriccio umido e argilloso. Sotto le fresche frasche del “loro” albero i due amici stendono la coperta di plaid comprata in comunità ad un mercatino dell’usato, si sdraiano uno vicino all’altro e cominciano a guardare gli stani giochi di luce ed ombra che il sole si diverte a fare, sembra di assistere ad uno spettacolo di ombre cinesi, dove l’artista e l’artefice di tutto è solamente la Natura, imperscrutabile matrigna. Mentre Elettra si diverte a disegnare strane forme con il fumo, Morgan estrae dalla sua tracolla un volume abbastanza spesso, l’ha rubato dalla libreria di sua madre, ha le pagine giallognole e i caratteri un po’ sbiaditi rendono difficoltosa la lettura delle poesie. Sulla copertina bianca si intravede l’immagine di uno scheletro che danza la famosa “danza macabra”, e sotto a caratteri cubitali c’è scritto Charles Baudelaire: Fleurs du Mal, è una raccolta con tutte le poesie dell’autore, hanno anche il testo a fronte. Morgan apre il libro a caso e comincia a leggere la prima poesia che gli capita sott’occhio, con voce flebile e soave Morgan comincia a declamare le parole di questo spirito tormentato così affine a lui. Elettra è incantata da quelle parole così leggere, è come stregata, passerebbe delle ore ad ascoltare la sua voce, non farebbe altro per tutto il giorno se non ascoltare la bellissima voce dell‘amico. Le ore trascorrono veloci come un battere d’ali di farfalla, è ora di pranzo e come la tradizione vuole si va tutti a casa di Morgan a fare l‘usuale pranzo del primo maggio. I due amici vengono accolti da un odore ormai familiare, sugo, basilico,besciamella e pasta appena sbollentata…questi sono gli ingredienti per la super lasagna di Domino, la mamma di Morgan, una donna minuta con vestiti hippy e molto vintage, il suo piccolo viso è nascosto da un paio di occhiali da vista un po’ troppo spessi per i gusti di Morgan, spesso infatti si diverte a prenderla in giro per il fatto che gli ricorda molto una talpa; tutta la casa risuona della voce di Alan Sorrenti che canta “Figli delle Stelle“, una delle canzoni trash preferite di quel trio strampalato. Dopo essersi abbuffati, cominciano a parlare di politica e di attualità, è bellissimo sentir parlare questi tre buffi personaggi, hanno idee incompatibili tra loro, Elettra una ribelle doc, sinistra radicale e anche un po’ nostalgica del femminismo nei suoi tempi d’oro, Morgan comunista moderato e invece Domino, una nostalgica del ’68 e delle comuni hippy, dopo insulti vari alle iniziative proposte dal nuovo governo e alle forze dell‘ordine, che anche in questa giornata sono riusciti a farsi ricordare dai partecipanti al corteo. Tutta la casa tace, il cd è finito, l’unico rumore che si sente è quello dell’acqua che scorre e i guaiti di Smog che sta facendo qualche brutto sogno, o magari immagina di rincorrere un gatto, qualche volta questi suoni vengono interrotti dalla voce squillante di uno dei nostri protagonisti -le impronte digitali ai bambini rom sono uno scandalo- ,continua a ripetere Elettra, mentre sciacqua i piatti che Morgan insapona -è un attacco ai diritti umani, è una decisione veramente squallida quella che ha preso questo nuovo governo. -Ancora più penoso è quello che non sta facendo l’opposizione, gli lasciano fare il bello e il cattivo tempo questi incapaci, come è possibile che gli italiani non abbiano ancora capito che i potenti fanno solo i loro viscidi interessi alle spalle della gente comune, questo bofonchia Morgan cercando di sgrassare una teglia Cosa ne pensate della legalizzazione delle droghe leggere, chiede Domino, dal momento che è uno dei suoi argomenti preferiti . Ho sentito dire che hanno aperto dei centri dove i tossici possono farsi tranquillamente e vengono assistiti dai medici nel caso ci siano delle complicazioni, Elettra si diverte a sfoggiare la sua sapienza per le cose del mondo. Le loro discussioni sui problemi del mondo, si esauriscono esattamente quando hanno finito di riordinare la cucina. Elettra mette il guinzaglio a Smog, adora quella casa, probabilmente perché ovunque si sia trovata non ha mai trovato ciò di cui aveva veramente bisogno, cioè di affetto, e non ha mai avuto un buon ricordo della casa, visto che spesso era teatro di violenze gratuite da parte dei compagni occasionali della madre troppo spesso ubriachi; adora quel cane, adora Domino, è esattamente la figura femminile che le è sempre mancata, visto che considera sua madre una perfetta fallita, dal momento che non è mai riuscita a dare a lei e a sua sorella più piccola, Margot quello di cui avevano bisogno, due cose: casa e affetto. Le tradizioni a volte diventano abitudini e anche questa lo è. Ogni primo maggio, in ricordo del loro primo incontro, è d’obbligo andare al mercato che ogni anno viene allestito nel quartiere, è come una fiera, ognuno vende quello che vuole. Le bancarelle più gettonate dai nostri tre moschettieri e Smog ovviamente, sono quelle di abiti di seconda mano e di libri antichi o solo usati. Domino ha un vero senso degli affari, infatti spesso si vanta di discendere da una dinastia di donne mercati, venditrici di lana per l’esattezza, a dir la verità per ogni situazione lei ha dei parenti da cui può aver ereditato le sue capacità. La mamma e Smog vanno verso le bancarelle di vestiti, mentre Elettra e Morgan si avviano verso le bancarelle di libri usati, è una delle cose che li accomuna, tutti e due sono attratti dall’odore dei libri, hanno l’odore del passato e della carta intrisa di umidità e di colla. A lei piace collezionare libri vecchi, se fosse tanto ricca probabilmente sperpererebbe tutti i suoi soldi in libri. Cercando un po’ tra le pile di libri tentando di trovare qualche super offerta assolutamente imperdibile, lo sguardo attento di Morgan si ferma sulla copertina di un libro dal titolo piuttosto noto “White Oleander”, è un film che hanno visto assieme la sera prima lui ed Elettra, forse è stato anche questo un colpo basso del Destino. Si avvicina alla commessa,con tutte le intenzioni di pagare, è una ragazza carina dai capelli corti di un rosso fiammante, -Morgan è un ottimo osservatore- e quindi la stellina sulla mano sinistra non passa inosservata; le fa’ un complimento per l’originalità del luogo del suo tatuaggio, e la commessa dopo essere arrossita gli porge il sacchetto con dentro il libro e gli strizza l’occhio. Insomma non glielo fa’ pagare. Elettra, con il suo solito tempismo arriva precisamente quando la commessa fa’ l’occhiolino a Morgan, con una sola occhiata riesce ad incenerirla, lo prende per mano e lo porta via, -il solito attacco di gelosia-, ormai Morgan c’è abituato, non ci fa’ neanche più caso, per lui Elettra è come una sorella quindi è più che normale un atteggiamento del genere. Con la velocità di un lampo, Morgan infila nella borsa di Elettra il libro, gli piace farle le sorprese, gli piace riuscire a stupire le persone che lo circondano e a cui vuole bene ma soprattutto gli piace vedere i suoi grandi occhi che si spalancano per la sorpresa. Come seconda tappa obbligatoria, c’è la bancarella dei vestiti usati. E allora è necessaria una sfilata, raggiungono Domino e anche lei sarà modella per un giorno, la giuria è rappresentata da Smog e dal proprietario della bancarella, li lascia fare senza dire nulla, anche lui è rimasto come incantato da quel trio. Che i giochi abbiano inizio, o meglio che la sfilata abbia inizio: la prima ad uscire è Elettra, si è messa un vestitino chiaro dalla fantasia floreale con le bretelline, lungo sino al ginocchio, il tessuto è leggero, sembra garza. Ai piedi ha un paio di sandali di cuoio legati alla caviglia. Alle braccia una serie di bracciali di rame, in testa un nastro rosso che mette in risalto la sua carnagione così chiara. Il secondo ad uscire è Morgan, i suoi bellissimi dred sono nascosti sotto una parrucca fuxia, indossa un paio di pantaloni in cuoio con le frange, una camicia sberluccicosa e piena di paiettes, ai piedi un paio di scarpe argentate con la punta allungata e come tocco di classe, un bel boa nero di piume. E per ultima, ma non per importanza esce Domino in vero stile “drag queen”. Calze nere a rete autoreggenti, un vestitino molto corto con una fantasia muccata, senza maniche, con dei guanti maculati in coordinato, scarpe bianche con un tacco vertiginoso e come tocco di classe un cerchietto con le corna da mucca. Pagano le cose che hanno addosso, riprendono quelle abbandonate nel camerino e si avviano verso casa, ma prima di ritornare alla tana, è d’obbligo passare ad affittare un bel film, un cartone animato per l’esattezza, Cappucetto rosso e gli insoliti sospetti, ecco il film prescelto. Distesi vicini, con i piedi sul tavolino davanti alla TV, sgranocchiano tutte le schifezze presenti nella dispensa, sembra un quadretto familiare. Elettra sorride compiaciuta, ma non per il film che ormai sa praticamente a memoria, ma perché finalmente, come ogni primo maggio, si è sentita amata dalle persone che le stanno vicino. c“Dicono che il crepuscolo sia il momento migliore per fare surf - dice Charlie mentre si prepara a cavalcare la grande onda- ma a dir la verità per me ogni momento è quello giusto, non importa l’ora e il luogo:l’importante è che io abbia la mia tavola sotto i piedi, il vento tra i capelli e gli schizzi dell’acqua salata che mi rinfrescano il viso, ecco tutto quello che voglio”. “Anche a me piacerebbe essere come te, Charlie - comincia a dire quasi sussurrando Morgan- anzi mi piacerebbe essere come voi surfisti in generale, siete una razza in via di estinzione! “Brutta razza eh?“ lo interrompe Charlie - “Non temete nulla - riprende Morgan - e anche quando sembra tutto perduto riuscite sempre a ritrovarvi in piedi, e poi si sa, le ragazze hanno un debole per i surfisti e per i loro corpi scultorei!” e dopo aver detto questo i due cugini scoppiano in una fragorosa risata, sembravano due vecchie comari che discutono dei tempi andati. Tra una risata e un’altra i due cugini scendono dal vecchi pick-up color mattone e si apprestano ad indossare le mute e a partire per questa nuova avventura; prendono le due tavole e si incamminano verso la spiaggia. E’ di un colore indefinibile quella sabbia, ormai non c’è più nessuno in mare, è tardi anche per gli amanti del sole e della brezza marina, sono tutti andati via, ora ci sono solo Charlie, Morgan, e il mare infinito. Dopo aver surfato per qualche ora, si ritrovano sfiniti fianco a fianco sulla morbida sabbia, nessuno ha da dire nulla, guardano l‘orizzonte quando improvvisamente appare la prima stella della notte, Venere. Si fermano a contemplare questo cielo magnifico e riflettono silenziosamente sulla loro insignificante esistenza rispetto all’immensità dell’universo; poi si incamminano verso casa sempre in compagnia del vecchio pick-up. Arrivati nel monolocale di Charlie, - che forse è un po’ riduttivo chiamare monolocale, dal momento che è un magazzino abbandonato- Morgan e Charlie vengono accolti da un buon profumino di pizza: ad aspettarli ci sono anche Smog ed Elettra, e mentre tutti si salutano come se non si vedessero da una vita, una figura femminile, un’ombra quasi, si alza dal divano, ignara di quello che le sta succedendo attorno, ha l’i-pod nelle orecchie e quindi non si è accorto dell’arrivo di Morgan e Charlie. Morgan, stupito, corre ad abbracciare questa massa di capelli mossi rossi: è Margot, la sorella minore di Elettra. E’ da un po’ che non si faceva più vedere in giro, ma è sempre bella come se la ricordava l’ultima volta, ha un vestitino blu a pois bianchi, al collo un filo d’argento con all’estremità un cuore d‘argento e al suo fianco, sul divano, una borsa della sua stilista preferita, Vivienne Westwood. Morgan è così impaziente, vuole sapere tutto di lei, cos’ha fatto, dove è stata, ed è talmente preso dalla foga dell’incontro che si dimentica di Charlie che comincia a battergli sulla spalla per attirare la sua attenzione, ma nulla: è troppo preso dalle mille domande che ha da fare a Margot. Urge l’intervento di elettra che, repentinamente, interrompe il flusso di domande di Morgan e comincia a fare le presentazioni. “Piacere, io sono Margot, la sorella minore di Elettra. Morgan mi ha parlato molto di te nelle diverse mail che mi ha mandato quando non ero qua in Italia, tu dovresti essere suo cugino Charlie, vero? Il surfista…no? Morgan non ti ha reso giustizia nelle sue descrizioni.” “Piacere mio, Margot! Quel maledetto di Morgan non mi ha mai accennato al fatto che Elettra avesse una sorella così carina…” E durante la cena, i due principi del foro sono indubbiamente Margot e Charlie. Margot ha molto da raccontare visto che dopo aver finito il liceo è partita da sola per girare tutta l’Europa, ha usato tutti i mezzi di trasporto possibili immaginabili, treno, bici, taxi, a piedi, insomma tutti tranne uno, l’aereo. Tutto questo per colpa di una zingara che predicendole il futuro, le aveva detto che avrebbe compiuto un grande viaggio e che durante questo avrebbe incontrato l’amore della sua vita, la sua anima gemella; e tutto questo sarebbe stato possibile solo se non avesse preso l’aereo. Ora, essendo Margot un’immancabile romantica e non trovando motivi per non fare un bel viaggio alternativo, decise di partire seguendo la profezia della vecchia zingara. Durante il suo percorso ha incontrato molti compagni di viaggio, ma nessuno si è rivelato il suo grande amore. Effettivamente non ha trovato l’amore ma sicuramente ha conosciuto persone e luoghi che sino ad ora aveva immaginato soltanto e ritrovato solo nel suo mondo fantastico creato grazie alle fiabe piene di gitani, principesse da salvare, e poveri che diventano ricchi che sua sorella Elettra le raccontava quando erano piccole per farla addormentare. Charlie è come stregato da questo racconto, lui, l’eterno sognatore pessimista che vuole abbandonare tutto per andare alle Hawaii, a surfare tutto il giorno su quelle spiagge bianche e solcare quelle acque cristalline, il paradiso in terra insomma. Charlie riesce solo ad immaginare tutte le cose che dice Margot ed è quasi geloso di tutte quelle esperienze, ma è attento ad ogni sua minima parola, e spera che, magari facendo così, per osmosi Margot gli passi un po’ della sua spensieratezza e ottimismo. Morgan ed Elettra se ne sono accorti dal primo momento che quei due si sono incontrati, sono la strana coppia, l’uno completa l’altra , e forse è proprio questo il bello dell’amore, il fatto di essere così imprevedibile. Finito di divorare le pizze, ormai abbastanza sazi, si avvicinano tutti e quattro ad un tavolino vicino ai divani, Charlie prende una Coca-Cola gigante e, togliendo il tappo, tira fuori una Heineken ghiacciata: tutti lo guardano con gli occhi fuori dalle orbite, ma questa è una delle qualità migliori di Charlie, la sua capacità di essere sempre imprevedibile. Dopo averla aperta abilmente ne beve un sorso e la passa, quasi per riflesso incondizionato, proprio a Margot che, arrossendo, comincia a bere il nettare degli uomini. Nel frattempo Morgan si è alzato per andare a trafficare un po’ con l’impianto sonoro di Charlie, accende la radio e, come per magia, si sente diffondersi per tutta la stanza la voce ormai nota a tutti del cantante dei Baustelle che canta proprio uno dei loro maggiori successi, “Charlie fa surf” e, dopo alcuni momenti d’imbarazzo, il silenzio viene interrotto da una risata generale: è proprio vero che il destino, quando vuole, sa dove mettere il suo zampino. Elettra, intanto, tira fuori da un sacchetto di velluto che tiene al collo una bustina trasparente, contenente delle strane foglioline a cinque punte. “Proporrei un brindisi all’erba che Margot mi ha portato direttamente dalla ridente Amsterdam. Mi ha detto di fumarla solo in un’occasione speciale, e penso che questa sia proprio quella giusta.” Questa affermazione genera l’ilarità generale, Morgan, Margot e Charlie si alzano in piedi e l’applaudono, lei si inchina davanti al suo pubblico e manda baci ai fans in delirio. Dopo aver finito di fumare il collasso domina la scena, non si sente volare una mosca, Smog è acciambellato nella sua cuccia, la radio è stata sostituita da un cd che ormai è finito, insomma non si sente alcun rumore. Morgan con la schiena appoggiata al tavolino ormai ricoperto da una quantità assurda di bottiglie multicolori, la luce soffusa si riflette su queste provocando dei giochi di luce colorata sulla parete. Elettra invece ha la testa appoggiata sulla pancia di Morgan, è inerte, il suo corpo si muove solo grazie al respiro regolare di Morgan. Guarda il soffitto pensierosa, a volte vorrebbe essere in grado di leggere nel pensiero delle persone, se fosse stata capace di tanto, probabilmente si sarebbe evitata tante delusioni, ma non avrebbe mai provato il piacere della sorpresa, il sentire l‘adrenalina che ti sale dalla punta dei piedi e ti arriva sino all‘ultimo capello che hai in testa. I minuti passano, ma per quanto possano saperne Elettra e Morgan potrebbero essere passate anche delle ore, il tempo si è fermato e sono immobili guardando il mondo che gira, gira anche troppo veloce per loro, vorrebbero fermarlo, ma non si può. Nelle loro menti c’è una gran confusione, c’è un susseguirsi di immagini confuse, prive di contorni, ma piano piano tutto riacquista una forma ben definita, questo vuol dire che l’effetto allucinogeno di quella sigaretta arcobaleno è terminato. Gli effetti sono ormai completamente scomparsi, anche se le tracce rimangono ben visibili nei loro occhi a spillo e rossi, Morgan ed Elettra si guardano un attimo attorno e notano subito l’assenza di Charlie e Margot. “Chissà dove sono finiti, sono un po’ preoccupata” dice Elettra che quando succede qualcosa a Margot tira fuori la sua parte più da mamma. “Io non mi preoccuperei tanto -dice Morgan sorseggiando una Ceres- sono maggiorenni e vaccinati tutti e due, torneranno prima o poi. Charlie conosce come le sue tasche questo posto, non ci pensare, torneranno”. Morgan si siede sul divano e appoggia i piedi sul tavolo, facendo attenzione a non fare cadere tutte le bottiglie, rischiando di dare origine ad un grandissimo domino di cocci rotti. Elettra nel frattempo non riesce a stare ferma, continua a fare avanti e indietro per la stanza, tra un po’ lascia i segni sul pavimento di cotto. Passa qualche minuto e Morgan già non ce la fa più, prende il guinzaglio di Smog, una pila e trascina via con sé anche Elettra, non la sopporta quando fa così l’ansiosa. Escono di casa e si avviano via spiaggia, il lungomare è deserto -più del solito-, c’è solo qualche ubriaco che cerca di tornare a casa. Camminano per qualche metro, quando la loro attenzione viene attirata da un fuocherello, proprio là sulla spiaggia, “Chi è quell’idiota che accende un fuoco sulla spiaggia a quest’ora? Non lo sa che è severamente vietato accendere fuochi?” “Che cittadino modello che sei Morgan, i miei compliments più sentiti. Guarda che le regole sono fatte per essere infrante” Avvicinatisi al falò improvvisato, Morgan ed Elettra si accorgono subito che quelle due ombre che si stavano smezzando una crocchetta sono proprio Margot e Charlie, non li vogliono disturbare quindi si siedono esattamente dall’altra parte rispetto a “Lilly e il Vagabondo”, e li guardano con sguardo interrogativo. Finita la crocchetta, i due piccioncini si girano verso Morgan ed Elettra, che li fissano ancora interdetti. Charlie si vergogna e guarda per terra, Margot diventa dello stesso colore del fuoco, di un rosso intenso, la tensione si può tagliare quasi con un grissino, nessuno osa parlare. Ma così, dal nulla, Margot alza la testa e dice: “Io una volta ho vomitato”. A di anarchy in the ukFuori piove, la pioggia ha il potere di trasformare e deformare tutta la città, questi milioni di miliardi di goccioline d’acqua hanno la magnifica capacità di rendere tutto uguale, non c’è più differenza tra il centro e la periferia.
Ora però, ci troviamo in uno dei pochi luoghi immuni a questa magia: la nostra storia ha inizio in uno dei rari quartieri in stile liberty della città, uno strano mix per cui sembra di vivere in un grosso dipinto ad acquerello in cui i tipici ornamenti floreali sono bagnati da una pioggia incessante. Il cielo è scuro e nuvoloso, è una giornata uggiosa, una di quelle da passare rintanati a casa, magari con le coperte tirate sopra sino al naso, in compagnia di buona musica, un bel libro e di qualcuno o qualcosa che sia capace di scaldarti il cuore, come ad esempio una cioccolata bollente. Ed è proprio qui che incontriamo per la prima volta il nostro protagonista, Morgan, sdraiato sul suo letto futon. Le pareti sono tappezzate di poster di film famosi, quelli che saltano immediatamente allocchio, sono i classici del cinema: Pulp Fiction, Frankestein Junior, The Blues Brothers ma appaiono anche nomi di cantanti e di gruppi che hanno fatto la storia del rock. Esattamente sopra la testata del letto, si trova un poster di Charlie Chaplin, in una delle sue migliori e più conosciute interpretazioni, quella del “Il Dittatore“ e, al suo fianco, si trova una cascata di bustine di plastica, contenenti foto di ogni genere ed epoca. I am an antichrist, I am an anarchist, don't know what I want, but I know how to get it, I wanna destroy the passerby, 'cause I wanna be Anarchy No dogs body Anarchy for the UK , queste sono le parole biascicate che Sid Vicious urla nelle orecchie piercingate di Morgan. Il nostro tenebroso protagonista apre gli occhi castani che per qualche momento ha chiuso per poter essere completamente posseduto dalla musica, si alza di scatto, -come se improvvisamente si fosse ricordato di qualcosa di molto importante-, abbandona le cuffie sul lenzuolo profumato di lavanda e si avvia verso la stanza di Domino, la sua mamma anti-conformista. La camera materna è invasa da vocabolari di ogni sorta di lingua sparsi sulla scrivania dove regna il caos più totale, il computer è sempre acceso -Domino adora il suo lavoro da traduttrice- sullo schermo in stand-by, si susseguono una serie di foto e tutto il pavimento è costellato di palline bianche mezze appallottolate: sembra che abbia appena nevicato in camera da letto, -opzione alquanto improbabile- o che ci sia stata una lotta furiosa con delle enormi cerbottane. Appena entrato nella stanza della madre, Morgan si dirige con passo svelto verso un armadio a muro, spalanca le vecchie ante di colore rosso mattone e tira giù, dal ripiano più alto, una vecchia scatola di metallo che tempo prima conteneva dei dolcissimi e fragranti biscotti, ma ora è stata adibita a contenitore della memoria comune: in questa scatola così bizzarra sono contenuti il presente e il passato di Morgan, Domino, Elettra e Smog. Dopo aver preso il suo bottino, si siede sul lettone e si appoggia la scatola sulle ginocchia. Sin da quando Morgan ne ha memoria, in casa loro non cè mai stato nessun uomo per più di qualche settimana, ne ha visti passare di tutti i tipi, alcuni gli sono anche piaciuti, ma troppo spesso si è illuso di poter avere finalmente un padre vero vicino a sé. Domino non ha mai voluto sostituire il vero padre di Morgan e per questo ha sempre fatto in modo di non affezionarsi troppo ai suoi diversi partner - o almeno così si illude di fare - e se ciò avviene, quasi istintivamente fa subito in modo di allontanarli da loro perchè non vuole che nulla e soprattutto nessuno rovini quello che con tanta fatica è riuscita a creare. In realtà Domino ha troppa paura di innamorarsi, e lo si può leggere chiaramente nei suoi grandi occhi riflessi negli occhiali che sembrano fondi di bottiglia, perché già una volta è stata fregata dallamore e ora non è più pronta ad abbandonare tutto per un uomo. Il padre di Morgan è un batterista, che con il suo gruppo fa da spalla a band molto famose; prima che nascesse il bimbo, andava tutto bene: Domino e Zeno, erano la coppia del secolo, stavano sempre insieme, lei lo seguiva ininterrottamente ovunque la sua musica li portasse, e per lui aveva anche lasciato il suo lavoro sedentario di traduttrice. Facevano una vita nomade, avevano pochi soldi, - ma cosa importa dei soldi se c’è l’amore?- che troppo spesso andavano sperperati in bevande alcoliche e pasticche di ogni genere, allucinogeni soprattutto ma anche marijuana -allora non spopolavano ancora le sostanze chimiche, ma si aveva una certa predilezione per quelle naturali-. Come tutte le cose belle, anche questa era destinata prima o poi a finire, è il cerchio della vita, la ciclicità del tempo, che già i greci, millenni fa, avevano capito. Nel nostro caso quello che successe fu allincirca questo. Dopo un concerto formidabile, Domino si era avvicinata al suo adorato Zeno con un sorriso che le andava da un orecchio allaltro, e gli aveva sussurrato qualcosa, sottovoce, perché non voleva che tutti quanti sapessero il loro segreto. La grande rivelazione. E questione di un attimo e quel sorriso dolce di Domino si trasforma in una smorfia di dolore, il viso di Domino diventa improvvisamente pallido e calde lacrime salate cominciano a rigare quel volto sempre sorridente. Zeno invece era sconvolto, letteralmente senza parole -cosa assai strana dal momento che è solito avere sempre l’ultima parola in tutte le discussioni. La donna sempre sorridente, che ora invece non sorride più, tenta di nascondere tutta la rabbia e la delusione per la reazione inaspettata di Zeno dietro ai suoi occhiali sempre un pò troppo spessi, è assurdo -continua a ripetersi Domino- è soltanto un brutto sogno, -vuole illudersi con tutta se stessa che sia solo un incubo, uno dei peggiori della sua vita, ma sa benissimo che si tratta della realtà- e continua a pizzicarsi le braccia sino a ritrovarsi con dei lividi blu su tutto il corpo, solo per accertarsi di non stare sognando. Non sa se essere più arrabbiata per il fatto che Zeno abbia la sindrome di Peter-Pan e che quindi non voglia assumersi le sue responsabilità da adulto, oppure il fatto che le abbia detto di non poter accettare l’idea di avere un figlio insieme a lei, perché non è sicuro di poter assicurare una vita decente a lei e al loro figlio: troppa generosità oppure semplice codardia? Morgan fa scorrere le sue dita affusolate e piene di anelli su questa scatola di metallo, è indeciso se aprirla o lasciarla chiusa, non è la prima volta che la apre - sia ben chiaro- ma ogni volta che toglie quel coperchio blu con stampate sopra immagini sbiadite di biscotti, è come se fosse la prima volta. In quello scrigno sono contenute tutte le loro memorie e, scostando un po’ di foto recenti, finalmente le trova, ecco il suo segreto, l’unico che ha per sua madre: delle foto dei suoi genitori assieme, si stringono amorevolmente l’uno all’altro, dovevano essere stati molto innamorati, pensa Morgan. Domino è sempre stata molto sincera con Morgan e, sin da quando era piccino, gli ha sempre voluto raccontare la tutta la verità che, possiamo dirlo, era anche un po sollecitata dallinsistenza di quel bimbo che le ricorda tanto Zeno, il suo primo amore. Una delle migliori qualità di questa donna straordinaria è sempre stata quella di non essere particolarmente brava a dire bugie, ha sempre voluto basare il loro rapporto sulla sincerità, è uno degli ingredienti speciali che non devono mai mancare in un rapporto, è solita ripetere Domino, di qualsiasi genere esso sia, amicizia, amore, o semplice vincolo familiare. Lei non ha segreti per lui e lui non ne ha per lei, o almeno così si illudono. Domino ha sempre giurato e spergiurato a Morgan di non avere più foto di Zeno, distrutte tutte la stessa sera della grande rivelazione e del conseguente abbandono di Domino e di quellesserino che pian piano si stava sviluppando dentro di lei. Per molti anni Morgan le ha creduto, che motivo ne aveva per non farlo, lei è una delle sue migliori amiche, anche se il primato va sempre lasciato ad Elettra, che forse è anche qualcosa di più della sua migliore amica, ma di questo si parlerà in seguito. E così qualche mese prima, giocando con Smog - di cui è tristemente nota la goffaggine- ha trovato questa scatola dei segreti, e con suo grandissimo stupore ha visto per la prima volta, dopo diciotto lunghi anni, il viso di suo padre: Zeno è biondo con una mini-cresta di capelli ribelli, occhi color nocciola, il viso magro e segnato da piccole rughe, con un ghigno malefico dipinto sul volto/il suo segno distintivo è un ghigno malefico, compagno di momenti imbarazzanti. Quel ritratto gli sembra così familiare, ha sempre provato ad immaginarselo mettendo insieme i racconti sfuocati di Domino, ma tutti i suoi esperimenti si sono alla fine rivelati fallimentari: senza dubbio Morgan ha molta fantasia, ma purtroppo non c’è fantasia migliore della realtà. Molto spesso Morgan ha pensato di lasciare per qualche giorno la sua vita monotona e piatta, e partire alla ricerca di suo padre, di quel padre che ha sempre sognato di avere; ma dopo diversi consulti con Elettra che, tra i due, è quella meno disincantata e più razionale, Morgan rinsavisce dai suoi sogni da famiglia felice e perfetta del mulino bianco e ritorna alla realtà. Nella sua testa però continuano incessantemente ad affollarsi una quantità assurda di domande: chissà come sarebbe stata la loro vita se Zeno non li avesse abbandonati, sarebbe sempre quello che è ora? Oppure sarebbe stato tutto diverso? Domino sarebbe stata sempre la solita donna felice, emancipata e tanto innamorata del suo lavoro quanto della sua famiglia? Queste sono le domande più frequenti che quella scatola e quelle foto sono capaci di evocare nella testa piena di dred castani. Ma tutto dun tratto i suoi occhi così luminosi e seducenti cominciano a brillare di una luce diversa, sarà la luce particolare di quel tardo pomeriggio, o sarà che prendendo questa scatola ha alzato un gran polverone; insomma per farla breve, Morgan lIrriducibile si mette a piangere. E’ da tantissimo tempo che non piange, lui, non si ricorda neanche quando è stata lultima volta e probabilmente questo piccolo dettaglio, cioè il fatto di avere la memoria simile a quella di un pesce rosso (durata massima 5 secondi), che così bene lo caratterizza, è dovuto al fatto che vive la maggior parte del suo tempo nel mondo della sua fantasia, e relativamente poco nel mondo reale. Allimprovviso, mentre Morgan è ancora immerso nei suoi pensieri, senza fare alcun rumore si materializza una figura assai familiare sulla porta della stanza: è Elettra che, facendosi strada tra le palline di carta e cercando di limitare il più possibile i rumori provocati dalle vecchie assi di legno del parquet, si siede esattamente dietro Morgan e lo stringe forte a sé, come se avesse paura che qualcuno da un momento all’altro gli possa portare via il suo migliore amico, una parte della sua famiglia. Morgan si abbandona a quell’abbraccio fraterno, e consuma tutte le sue lacrime sul petto del suo angelo custode, piange così tanto che si addormenta sul grembo di Elettra, mentre tra le mani stringe ancora la foto dei suoi genitori; poi, con tutta la dolcezza e la leggiadria che le sono proprie, Elettra, lentamente, gli sfila la foto dalle mani e la ripone nella scatola, come se nulla fosse accaduto. I am an antichrist, I am an anarchist, don't know what I want, but I know how to get it, I wanna destroy the passerby, 'cause I wanna be Anarchy No dogs body Anarchy for the UK . Sono queste le parole, ritmate e appena sussurate, che Morgan ripete nel sonno, quasi come se questa canzone avesse su di lui un potere magico. July 12 B come bacio
Mentre guarda il film dei suoi pensieri,e cerca di ripercorrere tutta la vicenda, è arrivata finalmente,con un bellissimo vestito bianco, sembra l‘apparizione di un angelo,per un attimo pensa che il barista,ormai suo amico, dopo tanti anni di fedeltà, gli ha fatto uno scherzo e gli ha messo qualche polverina magica nel caffé,sono facili da confondere, sono tutte e due bianche.Poi però si accorge che è la realtà, guardandosi attorno un po’ spaesato, si accorge che la fotocoppia se n ’è andata, portando via con sé quel bellissimo film che non è riuscito a vedere sino alla fine.May 06 numerologia e co...Devo ammettere che non ho mai amato particolarmente i numeri, anzi, li ho sempre odiati, infatti devo ammettere che la matematica non è mai stata proprio il mio forte e poi non ho mai avuto una grandissima memoria per i numeri di telefono, i compleanni, le date e cose simili...infatti devo sempre segnarmi tutti questi avvenimenti importanti sul calendario/agenda...
I numeri hanno sempre regolato la mia vita, ma un pò quella di tutti...il nostro nome è sempre ricollegabile ad un numero, basta pensare alla tessera sanitaria, il numero di telefono, la data di nascita...
E pensare che il mio odio per i numeri è sempre stato legato alla matematica,e a tutti coloro che insegnano questa materia,così ostica per la maggior parte di noi studenti.Devo anche dire però che alcuni numeri mi sono sempre piaciuti, sin da piccola mi sono piaciuti, forse perchè in fondo sono sempre stata interessata ai numeri,ma nessuno è mai stato in grado di farmeli apprezzare veramente,alcuni numeri sono MAGICI, tutti hanno dei numeri fortunati,e anche la sottoscritta.Bè i miei numeri, ad esempio, sono il 12,cioè il giorno della mia nascita;il 3 è il numero magico per eccellenza;il 15 che è sempre stato un numero che mi ha accompagnato nella mia vita di pallavolista;il 18, che oltre ad essere la mia età, è da sempre stato il mio numero preferito sin da piccola,avere 18 anni era per me, come raggiungere un traguardo, era il segno della mia emancipazione, un segno tangibile...e solo allora mi sarei sentita veramente grande e donna, finalmente pronta a lasciare nel mondo un segno, anche piccolo del mio passaggio e ultimamente anche l'8, guarda un pò che concidenza, già allora mi piaceva questo numero, e poi è ancora più assurdo il fatto che sommando l'1 e l'8, si ottiene 9, che è il doppio di 3,vabbè, la smetto con ste cose contorte, ma è tutta "colpa" della mia mammina che ultimamente si è fissata con la numerologia,insomma se fossimo vissuti nel medioevo, ci avrebbero arrostite e accusate di stregoneria, insomma, ringraziamo la nostra buona stella di essere vissute in quest'epoca...per questo numero, ma come anche per il precedente,ci vuole una spiegazione più approfondita e ricca delle altre...questo è il numero dell'infinito ma è anche un traguardo che sono riuscita a raggiungere,una sfida contro me stessa possiamo dire, sono 8 mesi che sto condividendo la mia vita, la mia strada con una persona molto speciale...e quindi colgo l'occasione per ringraziare questa persona, ma anche per ringraziare le mie maestre che mi hanno sempre fatto odiare la matematica... April 28 ...io e mio padre...io e mio padre, abbiamo avuto sempre un rapporto un pò particolare, è stato sempre un rapporto di amore ed odio, ma questa cosa va avanti dalla notte dei tempi, probabilmente questo rapporto è così particolare a causa dal fatto che io ho fatto scelte che lui no avrebbe mai fatto, se fosse stato al mio posto.
Diciamo che mi reputo un pò la pecora nera della mia famiglia, e mi sembra che anche lui ne sia ben consapevole di questo, forse avrebbe voluto farmi evitare, o meglio dissuadermi da questa impresa, o mia tensione naturale dell'anima,e questo atteggiamento è giustificabile solo per il fatto che i genitori vorrebbero sempre il meglio per i figli e vorrebbero che fossero sempre felici e sperano sempre che la vita possa dargli sempre il meglio...andando avanti con gli anni il rapporto è diventato solo più scontro, visto che la sua operazione è stata 1 pò fallimentare, visto come sono diventata!
Non bisogna negare questa cosa, i nostri scontri avvenivano e avvengono perchè molto spesso non ci capiamo, ma è sempre stata una delle persone che ha creduto sempre in me, ovviamente sempre insieme a mia madre, senza togliere niente a lei...ma a differenza sua, lui ha sempre cercato di vedere soprattutto le cose positive e magari un pò meno quelle negative, della serie, vediamo il bicchiere sempre mezzo pieno. ;)
Con questo viaggio a Roma, sarà il fatto che non vivere più 24 ore su 24 sotto lo stesso tetto mi ha fatto apprezzare di più quello che ho, cioè un padre fantastico con cui parlare liberamente, di arte, filosofia e politica, ma anche di alcune cose 1 pò personali, diciamo che l'ultima parte dobbiamo ancora 1 pò migliorarla.
Diciamo che questo è stato un pò il viaggio delle rivelazioni, ho scoperto parti di mio padre che non conoscevo e che probabilmente non avrei mai conosciuto!abbiamo parlato senza malizia, quasi che ci conoscessimo da una vita, ma non con il rapporto tradizionale che c'è tra padre e figlia, sembrava più il rapporto con un amico di vecchia data.E' stata proprio una bella rivelazione, e vorrei che questo rapporto nuovo che si sta creando, non vada perduto. April 18 scoperta sensazionale...nuova malattia in circolazione...questo che sento è un male che viene da dentro (fratellini e sorelline, non vi preoccupate, non è l'inizio di un rep..), è un dolore fortissimo che proviene dalla parte più profondo del mio IO...ma non è un dolore fisico, perchè per quello ci sono 1 sacco di rimedi, è un male peggiore questo, è un dolore incurabile,forse perchè neanche io so bene queli siano i sintomi, visto che cambiano da persona a persona e ognuno reagisce 1 pò a modo suo,comunque sono certa che è peggio di 100 coltellate,sento come tante ferite che dopo essersi cicatrizzate, dopo poco, inspiegabilmente cominciano a riaprirsi, prima una alla volta, poi tutte insieme contemporaneamente...sembra che qualcosa stia lacerando la mia anima da dentro,temo che un tarlo sia riuscito ad entrare nel mio corpo scambiandolo per 1 robusto albero. Queso è un dolore dell'anima, e purtroppo nessuno ha ancora trovato una cura per questo male, e pensare che ci sono fior fiore di persone che inventano un sacco di cazzate, ma a nessuno è mai venuta in mente questa idea geniale...
E' una richiesta d'aiuto quella che si sente se fai silenzio e porti l'orecchio sul mio cuore, se sei fortunato i miei spiritelli ti parleranno e ti racconteranno cose di me e del mondo che non sai e non ti puoi neanche immaginare e se non lo sei...bè, prova ad illuderti che siano un pò timidi, oppure guarda in faccia la realtà e convinciti che forse è proprio con te che non vogliono parlare, forse perchè non hanno nulla da dirti o forse perchè non li sai ascoltare...insomma, fatti tuoi! non preoccupatevi questa malattia non è contagiosa, tutti abbiamo questi spiritelli dentro di noi, dobbiamo solo trovare il tempo per ascoltarli un pò, quindi...spegnete la musica, la tv, il cellulare, il computer ecc...ah, quasi dimenticavo anche il cervello, quei pochi che si ricordano di averlo e di accenderlo all'occorrenza...benissimo, ascoltate il silenzio che vi circonda e poi...bè il resto me lo dovete dire che cos'è! bè, buona fortuna a tutti e buona guarigione a tutti coloro che come me sono affetti da questa nuova malattia chiamata mal d'anima... April 14 elogio della scritturaè da tanto che non scrivo, che non esterno i miei sentimenti, forse è per questo che sto così male...forse è per questo che la gente sta male,stiamo male perchè non riusciamo ad esternare i nostri pensieri, le nostre sensazioni ed emozioni, non riusciamo a capirci, ecco la nostra maledizione, la possibilità di parlare così tante lingue diverse, ma no riusciamo a capirci, ecco che si avvera la maledizione della torre di babele.parliamo tante lingue, ma non riusciamo a capirci, non riusciamo a capirci neanche quando usiamo la stessa lingua!e allora l'unico sfogo sono queste poche parole scritte al computer...ma troppo spesso si ha paura di non essere all'altezza delle situazioni, abbiamo paura di far vedere agli altri come realmente siamo,e quindi ci ritoviamo ad imbrattare fogli e fogli, o pagine e pagine di parole, parole vuote, parole piene di significato, abbiamo quaderni e biglietti pieni di citazioni di persone famose o meno, che scopiazziamo per sentirci fighi, per spacciarcela con gli amici facendo le gare di citazioni, oppure speriamo che attraverso questo rito un pò macabro,gli spiriti di questi grandi scrittori si possano impossessare della nostra persona quando meno ce l'aspettiamo, oppure è solo invidia mista ad un pò di pigrizia, rimaniamo estasiati davati a queste frasi così belle perchè quando leggiamo quella frase, canzone, poesia ecc...ci autoconvinciamo che nessuno avrebbe potuto esprimere meglio i nostri sentimenti, pensieri, emozioni...insomma li prendiamo come i nostri specchi dell'anima...ma perchè?alla fine anche loro scrivevano ciò che sentivano e se ne sbattevano allegramente di ciò che la gente pensava di loro, ma allora perchè abbiamo questa paura costante?anzi perchè ho la paura costante di scrivere solo cazzate?come mai quando mi capita di leggere un mio intervento mi sembra di aver scritto solo 1 valanga di cazzate?perchè sono sempre tentata dall'idea di cancellare tutti quei post che reputo inutili e ridicoli?e alla fine mi ritrovo, come ora a scrivere flussi di pensieri senza senso, ma forse è in tutto ciò che trovo la mia estasi, il mio piacere più profondo, in verità mi eccita l'idea di mettere x iscritto tutto ciò che penso...bisogna ritrovare la spontaneità perduta...forse ha ragione il mio pulcino spennacchiato quando dice che capita a volte di scrivere cose che poi quando rileggi ti sembrano cazzate, ma devi sempre avere presente che quando hai scritto quelle cose, eri convinto di quello che facevi, e non lo fai per gli altri, ma lo fai per te stessa, lo fai perchè ti fa sentire estremamente bene, lo fai perchè dopo ti senti più leggera, perchè dopo che hai scritto no senti più tutti i pensieri che ti ronzano nel cervello senza un ordine preciso.e con questo post faccio la mia personale dichiarazione di guerra a tutti quei post pomposi...ho deciso che non mi importa cosa pensa la gente di quello che scrivo e penso, ogni volta che leggrò un post dei miei, lo accoglierò con un sorriso, provate anche voi a fare così, vedrete che metà dei vostri problemi svaniscono. January 10 Che tesoro che sei....questa canzone scopiazzata da 1 altro blog è dedicata a 2 persone moooooooooooooolto importanti nella mia vita attuale...ai posteri l'ardua sentenza, chi vuole intendere intenda...insomma, avete capiti no?Che tesoro che sei quando mi guardi quando dici che mi chiami dopo e non mi chiami mai che tesoro che sei quando fai tardi dici ... scusa sono in mezzo al traffico .. mi aspetterai E se il nostro poi non fosse amore giuro io non ti lascerei anche se pensi che di te non me ne importa niente Anche se non fossi un angelo io non ti cambierei perché sei bella bella bella ... bella come sei sei bella come ti vorrei ... Che tesoro che sei quando ti svegli quando esci dalla doccia corri e non ti asciughi mai ... ti rivesti nel buio e leghi i tuoi capelli .. un biglietto per me ... sono pazza di te ... non lo sai E se il nostro poi non fosse amore giuro io non ti lascerei se pensassi che di me non te ne importa niente Anche se non Fossi un angelo io non ti cambierei perché sei bella bella bella ... bella come sei bella come ti vorrei ... Che tesoro che sei quando mi guardi quando penso con qli stessi occhi tu mi lascerai che paura che hai ... non mi sorprendi perché stare con me non è bere un caffè ... e tu lo ami E se il nostro poi non fosse amore giuro io non ti lascerei se pensassi che di me non te ne importa niente Anche se non fossi un angelo io non ti cambierei perché sei bella bella bella ... bella come sei bella come ti vorrei ... Antonello Venditti
January 08 lettera ad un naziskinCARO NAZISKIN, IO SCRIVERE TE CON PAROLE FACILI FACILI, COSÌ FORSE TU CAPIRE. IO LEGGO SU GIORNALI CHE TU ESSERE BESTIA E BELVA, MA IO NON CREDERE. IO CREDERE TU ESSERE IGNORANTE: E IGNORANZA È GRANDE PROBLEMA PER TUTTI, ANCHE PER ME. PERCHÉ PERSONA IGNORANTE È PERSONA DEBOLE, E PERSONA DEBOLE È PERSONA CHE HA PAURA, E PERSONA CHE HA PAURA È PERSONA CHE DIVENTA CATTIVA E AGGRESSIVA, E FA BONK CON BASTONE SU TESTA DI POVERACCIO. VERE BESTIE E BELVE SONO CERTI GIORNALISTI (MOLTI) E CERTA TELEVISIONE (QUASI TUTTA), CHE DICONO STRONZATE COSÌ NOI RESTARE TUTTI IGNORANTI E POTERE RESTA IN MANO DI POTENTI. IO VUOLE DIRE QUESTO: SE TU PICCHIA UN POVERACCIO, TU NON DIMOSTRA TUA FORZA. TU DIMOSTRA TUA DEBOLEZZA E TUA STUPIDITÀ. PERCHÉ SUA TESTA ROTTA NON RISOLVE TUO PROBLEMA. TUO PROBLEMA È CHE TU VIVERE IN PERIFERIA DI MERDA, SENZA LAVORO O CON LAVORO DI MERDA. TUO PROBLEMA È CHE TU ESSERE ULTIMA RUOTA DEL CARRO. ALLORA TU VOLERE DIVENTARE FORTE, E TU AVERE RAGIONE. MA NESSUNO DIVENTA FORTE PICCHIANDO (QUARANTA CONTRO DUE) DUE PERSONE DEBOLI. SE TU VOLERE DIVENTARE FORTE, TU DOVERE RIBELLARTI A TUA DEBOLEZZA. TU DOVERE PENSARE. IN TUA CRAPA RAPATA ESSERCI CERVELLO. TU ALLORA USARE CERVELLO, NON BASTONE. TUO CERVELLO AVERE BISOGNO DI CIBO, COME TUA PANCIA. TU ALLORA PROVARE A PARLARE, A LEGGERE, A CHIEDERTI PERCHÉ TU VIVERE VITA DI MERDA. QUESTO ESSERE: CULTURA. E CULTURA ESSERE SOLA GRANDE FORZA PER MIGLIORARE UOMO.
IO SAPERE: LEGGERE ESSERE MOLTO FATICOSO. PENSARE ESSERE ANCORA PIÙ FATICOSO. MOLTO PIÙ FATICOSO CHE GRIDARE NEGRO DI MERDA, O SPORCO EBREO: GRIDARE STRONZATE ESSERE MOLTO FACILE, BASTA VEDERE PRESIDENTE SKINHEAD COSSIGA. TUTTI ESSERE CAPACI DI INSULTARE E ODIARE. ME NON IMPORTARE NIENTE SE TU AVERE CRAPA RASATA E SCARPONI: PER ME, TU POTERE ANCHE METTERTI CARCIOFO SU TESTA E TATUARE TUE CHIAPPE. ME IMPORTARE CHE TU RISPETTA TE STESSO, TUO CERVELLO E TUA DIGNITÀ, COSÌ FORSE TU IMPARA ANCHE A RISPETTARE ALTRI UOMINI. SE TU GRIDA SPORCO EBREO, TU DOVERE ALMENO SAPERE COSA ESSERE EBREO. E SE TU SAPERE COSA ESSERE EBREO, TU PROVARE A CHIEDERTI COME SAREBBE BELLO SE BRUCIASSERO IN FORNO TUA MADRE, TUO PADRE, TUOI FRATELLI, TUOI AMICI E TE. SE TU COMINCIA A FARE DOMANDE, TU COMINCIA A VINCERE. DOMANDE ESSERE COME CHIAVI DI MACCHINA: BASTA UNA DOMANDA PER ACCENDERE MOTORE E ANDARE LONTANO. IO MOLTO PREOCCUPATO PER TE (E ANCHE PER TESTA DI QUELLI CHE VUOI PICCHIARE). IO PREOCCUPATO PERCHÉ IL POTERE, QUANDO VEDE PERSONE IGNORANTI E CATTIVE, PUÒ FARE DUE COSE: METTERTI IN PRIGIONE, E PRIGIONE È COME IMMENSO BONK SU TUA TESTA. OPPURE SERVIRSI DI TE COME UNO SCHIAVO, MANDARTI A PICCHIARE E TORTURARE E BRUCIARE MENTRE LUI, INTANTO, VIVE IN BELLA CASA CON BELLA MACCHINA E BELLA FIGA. VUOI ESSERE LIBERO? TIENI TUA TESTA RAPATA, MA IMPARA AD AMARE TUO CERVELLO. FORZA E POTERE ABITANO LÌ: DENTRO ZUCCA, NON SOPRA ZUCCA. CIAO. (da Michele Serra, CUORE del 27/1/92) January 02 2008's questionBuon anno a tutti, tanto per cominciare...allora, tornata a casa dopo 6 giorni, 3 a bologna e 3 in montagna con quelle pazze delle walime, c'è una domanda che ci ronza nel cervello, visto che la CANZONE DEL 2008 per le walime è:CINZIA E PIERO di venditti, ci stavamo interrogando su quale fosse il veleno di cinzia...avete qualche super idea?no c'è una risposta giusta o sbagliata....sono tutte giuste!saremo ben contente di riceve qualunque dei vostri consigli... Qui sotto potete leggere il testo, visto che dubito che tutti voi conosciate sta canzone...
Cinzia cantava le sue canzoni December 25 natale si...natale no...Signora dei vicoli scuri dal vecchio cappotto sciupato
Asciugati gli occhi e sorridi c'è un altro Natale alle porte Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell'aria Anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo E la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di walzer Con tanti saluti ad un altro Natale Signora dei vicoli scuri abbracciami forte stasera Anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle Dimentica il freddo le lacrime e le scarpe coperte di fango E il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo E stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di walzer Con tanti saluti ad un altro Natale. Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta Verranno momenti migliori il tempo è una ruota che gira Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d'estate Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto E un cordiale FANCULO ad un altro Natale
BUON NATALE A TUTTI, AMICI E MENO AMICI, BELLI E BRUTTI, SIMPATICI E ANTIPATICI....
December 21 SiLeNzI iMbArAzZaNtIoggi ho imparato 1 grande lezione:
I silenzi che mettono a disagio...
Perchè sentiamo la necessita' di chiaccherare di puttanate, per sentirci a nostro agio?
E' solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.
e vorrei ringraziare 1 persona molto speciale, che mi ha fatto capire l'importanza del silenzio...GRAZIE PISSI... December 17 aquilonispesso mi capita di pensare che sarebbe bello essere 1 aquilone, anche solo x 1 giorno....per poter viaggiare nell'aria, libera e colorata, appesa solo ad 1 filo che si può spezzare da 1 momento all'altro...ma avendo sempre la certezza che c'è qualcuno che tiene il mio filo ben saldo tra le mani, sapendo che il mio "custode" farebbe carte false per no farmi perdere, per no farmi correre alcun pericolo...
ma spesso gli aquiloni si possono intrecciare con altri aquiloni e iniziare una danza o una lotta per la supremazia nel cielo o semplicemente per la condivisione di un pezzo di cielo, che almeno per un momento possa essere loro, solo loro...
i fili di questi aquiloni si legano tra di loro in modo così stretto tra di loro che a volte è difficile dover dire chi sia il vincitore, chi è a capo del filo pensa o spera che il suo filo sia più forte dell'altro, pensa che quel momento sia magico, ma purtroppo il sogno svanisce quando si scopre che quest'intreccio si è sciolto, svanito...ma quali sono le cause reali di questa disgrazia?!
la LoNTANANZA? ...potrebbe....
la GELOSIA? che tutti sanno essere una brutta bestia...
le MANIE DI CONTROLLO?
l'INVIDIA?è uno dei 7 peccati capitali, siamo uomini,siamo peccatori, chi no ne ha mai compiuto almeno 1?
LA PAURA DI NO SENTIRSI ALL'ALTEZZA?è brutto sentirsi piccoli, quando tutto quello che ti circonda è grande...
fatto sta che questi fili si rompono e no si possono più riaggiustare, quindi bimbo, fai attenzione agli intrecci che fai,no essere superbo, perchè, stai tranquillo che prima o poi anche il tuo aquilone sarà destinato a cadere ed essere catturato da qualche cacciatore di aquiloni, che si potrà vantare con gli amici del suo trofeo.... December 01 docciaè da tanto che no scrivo...e devo dire che la cosa mi è mancata molto...
tovo che sia molto bello poter mettere x iscritto le proprie emozioni, pensieri, riflessioni, spesso siamo troppo occupati per poter dedicare tempo a quasta antica arte della scrittura!
ieri ero sotto la doccia e stavo pensando a quanto fosse bello sentirsi l'acqua scivolare addosso, quasi che la pelle fosse una muta impermeabile, mi sento meno vulnerabile, inattaccabile, arroccata nella mia fortezza di plastica e acqua. gli unici odori che sento sono quelli dei bagnoschiuma o shampoo comprati in chissà quale super mercato,a volte troppo dolci o troppo "amari"[ma 1 banoschiuma può essere amaro?!], gli unici rumori che sento sono il lento scorrere dell'acqua sulla mia pelle e il rumore dei miei pensieri.Ogni volta che sono sotto la doccia, mi vengono in mente 1 sacco di cose, 1 sacco di pensieri, e no mi fermo ad analizzarli, chiudo gli occhi e come in un film mi vedo scorrere le parole davanti agli occhi, i miei pensieri trascritti in parole...la doccia ha un potere purificatore, è capace di far scivolare via la sporcizia del mondo che mi circonda ma mi fa scomparire "magicamente" anche tutti i pensieri negativi, le cose negative del giorno...è bello poter trovare del tempo in quasta vita così frenetica per fermarsi e ascoltare i nostri flussi di pensieri.sembra quasi di entrare in un mondo parallelo che si crea compare quasi come in sogno dal momento in cui mi chiudo nella doccia e apro l'acqua, sono felice e quasi mi dimentico di appartenere a questo mondo così frenetico, e purtroppo tutto si dissolve come un bellissimo sogno quando mia madre comincia a strillare nel corridoio, riportandomi alla triste e frenetica realtà!e allora, si ripete il rituale al contrario, chiudo l'acqua e apro la porta della doccia , esco e mi sento nuovamente vulnerabile e soggetta a tutte le intemperie, e così a volte mi ritrovo a sguazzare nella depressione post doccia che solitamente scompare il giorno dopo.
November 25 la descrizione di 1 attimopenso che no ci sia nulla di meglio di QUESTA canzone in questo momento per descrivere come mi sento e cosa mi sta passando per la testa...spero che la diretta interessata capisca...questo no vuole essere 1 atto di vigliaccheria, anzi tutt'altro...
La descrizione di un attimo November 18 FIESTA DEI MIEI 18 ANNI...PENSO CHE QUESTA FESTA SIA STATA LA PIù BELLA DELLA MIA VITA...
MI SONO DIVERTITA TANTISSIMO E TUTTO QUESTO è STATO POSSIBILE è STATO GRAZIE A VOI RAGAZZI...NO STO AD ELENCARVI TUTTI PERCHè HO PAURA CHE CON LA MIA MEMORIA DA PESCE ROSSO POSSA FARE QUALCHE TORTO A QUALCUNO, DIMENTICANDOLO...QUINDI, ONDE EVITARE CASINI LASCIAMO PERDERE...SCUSATEMI, MA VORREI PERMETTERMI DI FARE UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A QUELLE POVERACCE VESTITE TUTTE UGUALI CHE AD 1 CERTO PUNTO HANNO OCCUPATO TUTTA LA "PISTA DA BALLO", FACENDO DELLE MOSSE VERAMENTE RIDICOLE...E VORREI ANCHE RINGRAZIARE LE PERSONE CHE TIRANO ALLEGRAMENTE PACCO E NO TI AVVERTONO NEANCHE!
VORREI SOLO FARE 2 ANNUNCI:
MADRE CAGNA HAI VINTO TROPPO IERI SERA...E TI ADORO PER QUESTO E PER TUTTE LE COSE CHE FAI PER ME...
PAN FINALMENTE HAI CONOSCIUTO LE WALIME E ANCHE TU PUOI ANDARE FIERA DI DIRE DI ESSERE ENTRATA A FAR PARTE DEL TIASO DI MADRE CAGNA, ANCHE TU ORA SEI UNA DISCEPOLA CAGNA!
POI VORREI DIRE UN:
PROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOONTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
GENERALE A TUTTI QUANTI...OVVIAMENTE DOVETE USARE COME "CORNETTA" LA VOSTRA SCARPA OPPURE LA MIA!
RAGAZZI NO SMETTERò MAI DI RINGRAZIARVI ABBASTANZA!siete i migliori...dal primo all'ultimo....
PS:VODKA E MENTA TUTTA LA VITA! November 13 compleanno da ricordare o da dimenticare?piccola premessa...dopo aver letto questa pagina, siete pregati di no lascaire commenti del cazzo...quello che avete fatto avete fatto...grazie...
come alcuni di voi sanno, il 12.11 è stato il mio compleanno, un giorno molto importante per tutti,soprattutto per me perchè sono diventata MAGGIORENNE...(wow finalmente!) bè...sarebbe stato tutto fantastico se il giorno prima no fosse morta mia nonna...e pensate un pò che fortuna, il giorno del mio compleanno ho trascorso buona parte della giornata a piangere e salutare persone che no ho mai visto in tutta la mia vita...IL TRIONFO DELL'IPOCRISIA...sembra proprio il titolo di 1 di quelle ficttion orribili che guardano le nonne e le casalinghe disperate (vd.1 posto al sole, elisa di rivaombrosa ecc...)ma tanto per migliorare la cosa, durante il tragitto da casa alla chiesa, tutta la città sembrava essersi fermata per un attimo...sembrava di essere tutti su un palco, eravamo tutti attori...tutti volevano farsi vedere dagli altri che piangevano, che erano partecipi del nostro dolore e cose del genere ma dentro di me, nella mia testa, sentivo una voce...che mi diceva di urlare a tutte queste persone, il mio disprezzo verso di LORO, perchè LORO no potevano capire e no potranno mai capire cosa stavamo provando NOi in quel momento!ma no l'ho fatto...sapete perchè?perchè mi sono anche immaginata che cosa mi avrebbero detto i miei parenti e cosa avrebbe mormorato la gente a bassa voce...avrebbero detto cose del tipo"...povera ragazza, no sa cosa dice..." "è molto provata da questa situazione..."ma sapete cosa vi dico?erano tutte cazzate, io ero lucidissima e voi mi fate semplicemente SCHIFO!
tutti poi, hanno cercato di stemperare la cosa dicendo che comunque no bisognava dimenticare che questo giorno doveva essere felice, visto che era il mio compleanno, però vi confesso che ieri mi sembra sia proprio volato, no mi sembra che sia stato il mio complenno, il giorno che stavo aspettando da una vita, il giorno che avrebbe cambiato la mia vita che l'avrebbe sconvolta e invece, mi è sembrato 1 qualsiasi giorno di autunno...
però colgo anche l'occasione per ringraziare tutte le persone che si sono ricordate di farmi gli auguri ma ringrazio anche quelle che no me li hanno fatti, ringrazio anche quelle persone che mi hanno stupito scrivendomi parole di conforto in questo momento difficile sia per me che per la mia famiglia...
e concludo il mio post dicendo solo questo:
"i veri amici si vedono nel momento del bisogno" November 10 aspettando...ma cosa?ASPETTARE,
odio questa parola...io sono una persona che vuole tutto e subito...perchè devo aspettare?
già l'uomo ha la maledizione di no poter possedere il tempo, allora perchè bisogna aspettare?perchè siamo condannati anche a questo?all' ATTESA...
mah...bè comunque alla fine tutti aspettiamo qualcosa, ma cosa stiamo aspettando veramente?
io ora sto aspettando:
di compiere di 18 anni (lunedì...il 12.11..)
di trovare il principe azzurro (bè, principe lo è, quindi almeno 1 cosa l'ho risolta, però di azzurro ha solo la macchina...bè pazienza!)
il 7 dicembre per poter riabbracciare la mia pissina bella...
il 17 novembre per fare la mia supermitica festa di compleanno
di avere l'ok per poter pubblicare "il passalezione"...siete INVITATI CALDAMENTE A COMPRARLO...
di fare 1 altra meravigliosa route con il mio fantastico clan
riuscire a finire di leggere tutti i libri che ho a casa
...insomma mi tocca aspettare... November 07 1984 2007è da un casino che no scrivo più...bè per iniziare bene il mio intervento vorrei cominciare col dire che anche io ho 1 cuore, anche se no sembra e quindi se per una volta no sono stata aggressiva come al solito, spero possiate perdonarmi, cercherò di essere sempre la solita "titti forte"che tutti conoscete, o credete di conoscere...perchè questa è la verità, voi pensate di conoscermi, ma come cavolo pretendete di conoscere 1 persona se neanche lei si conosce?
....al futuro, o al passato, a un tempo in cui il pensiero sia libero, gli uomini siano gli uni diversi dagli altri e no vivano in solitudine...a un tempo in cui la verità esista e no sia possibile disfare ciò che è stato fatto:dall'età dell'uniformità, dall'età della solitudine, dall'età del GRANDE FRATELLO, dall'età del bipensiero...
vi ho riportato questa citazione da 1 libro bellissimo di orwell, nella speranza che questa "profezia" si possa realizzare...
October 26 quando muoio voglio rincarnarmi in un GATTOe come si suol dire...
...LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA...
questo periodo no è uno dei migliori visto che ho 1 pò di problemi familiari, tipo che mia nonna sta per morire, bene, in questo periodo io e la mutter stiamo litigando, praticamente un giorno si e l'altro pure, visto che lei mi chiede le mie idee su determinate cose come ad esempio l'EUTANASIA e cose simili...oppure se preferisco andare questo week end o il ponte dei morti, e io che sono 1 persona che dice quello che pensa(mannaggia a me, ma perchè no mi mordo la lingua certe volte prima di parlare?) glielo dico, e guarda 1 pò le nostre idee non coincidono mai, anzi lei si incazza per quello che dico, probabilmente perchè si domanda:ma dove ho sbagliato?che educazione le ho dato per ottenere questo risultato?e alla fine no raggiungiamo nessun compromesso, visto che io sono la persona meno diplomatica di questo mondo...poi come se no bastasse questo, a scuola, o meglio, in classe sono + o - costretta a fare da tappezzeria, e quando no sono occupata a fare quello, vado a chiedere in giro soldi per fare una colletta per pagarmi l'insulina per il diabete(sto scherzando eh!?!)è solo che ovunque mi giro, vedo qualcuno che si sbaciucchia, ma è mai possibile?
e insomma, ho deciso che quando morirò voglio diventare un gatto (dovete sapere che la nostra ADORATA MADRE CAGNA, mi ha rivelato che io oltre ad avere il male, la pazzia in me, ciò anche la magggia...).
perchè proprio il gatto?mah, è molto semplice, no fai 1 cazzo tutto il giorno, mangi a scrocco, quando ne hai voglia trovi sempre qualcuno disposto a coccolarti, dormi la maggior parte del tuo tempo, insomma, no hai nessuna preoccupazione, nessun problema...insomma, no hai nulla...
e quindi, in conclusione:
?!CHI STA MEGLIO DI LORO?!
October 16 personality coktailed eccomi qua a scrivere 1 pò di cazzate...ragazzi prendete appunti, ecco come si fa una tittina:
cmq oggi è un giorno molto felice, visto che per la prima volta in 5 anni di lieco sono riuscita a prendere 7 di una versione di GRECO! ^^ viva me...
e ora vi lascio con una delle mie perle...veramente me l'ha scritta 1 persona molto tenerella...
"la vita no è perfetta, le vite dei film sono perfette, belle o brutte, ma perfette.nei film no ci sono tempi morti, la vita è piena di tempi morti.nei film sai sempre come va a finire, nella vita no lo sai mai!" October 10 caos esteriore= caos interioreuna volta un saggio mi disse che il CAOS esteriore no è altro che lo specchio del CAOS interiore che si ha DENTRO.
allora partiamo dal presupposto che io sono sempre stata la persona più disordinata del mondo,sono sempre stata convinta che all'interno del MIO CAOS ci fosse 1 ORDINE, ma ultimamente mi sto rendendo conto che quel maledetto saggio[che poi alla fine era mia madre...]aveva proprio ragione...ma perchè proprio ora mi è venuta qust'illuminazione?
saranno le mie cose che no mi danno tregua da 1 mese?sarà la vecchiaia che incombe?sarà davidino che fa il bambino asociale, o perchè il MIo PP no mi caga?sarà che no esistono più le mezze stagioni e i giovani no sono più quelli di una volta?sarà che sto impazzendo per organizzare sta festa?sarà che sono andata a vedere "io no sono qui", filmone di concetto che no ho capito 1 emerito cazzo?sarà che ho sentito 1 gruppo pseudo-regge che faceva veramente cagare?sarà che sto aspettando le vacanze di natale perchè sto già sclerando?sarà che ho deciso di smettere di fumare [è da domenica che no tocco una siga...]viva me...tittina 4 president?sarà la voglia improvvisa di assecondare tutti i desideri delle persone che mi stanno attorno?sarà quella cazzo di CICCIONA di MERDA E DELLA SUA AMICA che tagliano sempre e ci fanno peredere quella poca credibilità che abbiamo con i prof?
insomma ho un gran caos in testa e no riesco a capirne il motivo e la cosa mi irrita molto al momento, visto che io e il caos abbiamo convissuto x così tanti anni... September 23 Il_tEmPo_No_AsPeTtA_nEsS1Per scoprire il valore di un anno, chiedilo a uno studente che e' stato bocciato all'esame finale.
Per scoprire il valore di un mese, chiedilo a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto. Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all'editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un'ora, chiedila agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l\'aereo. Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d\'argento. Il tempo non aspetta nessuno. Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore. Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante. September 18 mI_sTo_PeR_sPoSaRe...[con wonty?!]MI STO PER SPOSARE
Mi sto per sposareMI STO PER SPOSARE!!
2.Troverai del denaro per terra
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